La riforma della PA promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, nell’ambito del PNRR, punta a valorizzare il capitale umano e a costruire una cultura del cambiamento fondata su competenze, motivazione e valore pubblico.
In questo contesto si colloca il Competency Based Human Resources Management (CBHRM), il modello di gestione strategica delle risorse umane presentato nel volume “Ripensare il lavoro pubblico”.
«Dobbiamo passare da una logica meramente giuridico-amministrativa a un approccio integrato e strategico di HR management, basato sulla centralità delle competenze.»
(Bruno Carapella, “Ripensare il lavoro pubblico”)
Il CBHRM offre una visione unitaria della gestione e dello sviluppo delle persone nella Pubblica Amministrazione, in cui i fabbisogni da soddisfare, i processi di reclutamento, i percorsi di carriera, la valorizzazione e il merito sono coerentemente collegati alle competenze possedute e agite, nonché alle attitudini, ai valori e alle aspirazioni individuali.
È il modello più appropriato per integrare i sottosistemi HR verso la creazione di valore pubblico, migliorare le performance e rendere la PA un datore di lavoro attrattivo e motivante.
Il CBHRM si sviluppa lungo due dimensioni di integrazione:
🔸 Verticale – collega la gestione delle persone alla missione e agli obiettivi strategici dell’amministrazione.
🔸 Orizzontale – integra i pillar HR (pianificazione, recruiting, valorizzazione e rewarding) in un ciclo continuo e coerente.
📗 Tutti i quattro pillar del modello sono approfonditi nel libro “Ripensare il lavoro pubblico” di Bruno Carapella, che ne spiega principi, strumenti e modalità applicative per una PA che valorizza le persone e genera fiducia.
Nei prossimi giorni, la community #RipensareIlLavoroPubblico approfondirà ciascun tema con post dedicati.
💬 Secondo te, quali leve possono rendere davvero attrattiva e competente la Pubblica Amministrazione del futuro?
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